Tinture per capelli: ‘Possibile rischio cancro’. Mai più di sei volte l’anno

Molte donne ricorrono all’uso delle tinture per rendere i capelli più ordinati e belli.

Questa pratica sembra non avere nessuna ripercussione sulla salute, ma in realtà non è proprio così.

Secondo Kefah Mokbel, chirurgo del Princess Grace Hospital di Londra, infatti, questi trattamenti estetici aumentando del 14% la possibilità di sviluppare un carcinoma mammario.

Anche se specifica che serviranno altri studi per chiarire questa notizia, il medico londinese attraverso twitter consiglia a tutte le donne di ridurre il numero di tinte da 2-6 all’anno e, se proprio non si può farne a meno, scegliere tinture naturali.

Kefah Mokbel non sembra l’unico ad aver trovato un nesso tra  l’uso delle tinte e l’aumento del rischio di ammalarsi.

Lo scorso Giugno sulla rivista Carcinogenesis, è stato riportato un articolo con dati davvero preoccupanti: secondo lo studio riportato sulla famosa rivista infatti si notava un incremento del rischio del 51% associato all’utilizzo di tinture scure nelle donne afroamericane e del 74% connesso all’uso di liscianti per capelli nelle donne bianche.

Leggiamo su Repubblica.it:

“Che nell’uso di tinte e liscianti per capelli ci sia un rischio intrinseco connesso allo sviluppo di tumori è indubbio” commenta Pucci Romano, dermatologa e presidente di Skineco – Associazione internazionale di ecodermatologia, “questi cosmetici possono contenere ancora oggi degli interferenti endocrini, cioè sostanze come le ammine aromatiche che possono disturbare il nostro equilibrio ormonale, o delle molecole cancerogene come la formaldeide”.

Tuttavia la scientificità è d’obbligo e in questo tipo di studi sugli effetti dei trattamenti cosmetici per i capelli esistono molti cofattori che predispongono allo sviluppo di una malattia oncologica e che rendono difficile definire con precisione l’effettiva responsabilità.

“La presenza di sostanze potenzialmente pericolose nei prodotti cosmetici per capelli non è perfettamente normata dall’Unione Europea”, continua Romano. “Alcune molecole sono ‘ammesse con riserva’ e, poiché la loro presenza nella formulazione migliora i risultati cosmetici del prodotto, nessuna azienda li elimina completamente”.

I risultati degli studi sono però da confermare:

“Sottolinea l’incertezza dei risultati anche Sanna Heikkinen del Finnish Cancer Registry, che ha cercato di approfondire il tem

a senza però riuscire a stabilire un rapporto di causa-effetto tra l’uso di certi prodotti e l’incremento del rischio di cancro al seno. Quanto osservato quindi, “potrebbe essere dovuto al fatto che le donne che si tingono i capelli tendono a utilizzare in genere anche altri cosmetici. Più di quanto non facciano le donne che, invece, dichiarano di non ricorrere alla tinte”.

Secondo Romano sarebbe auspicabile che le aziende cosmetiche avviassero studi clinici per comprendere meglio gli effetti di certe sostanze e applicassero il principio di precauzione, sostituendole e promuovendo la ricerca verso nuove formulazioni a tutela dei consumatori.”

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