Torino, scoperta una proteina per combattere il tumore al seno

Grazie a una scoperta fatta a Torino si potrà migliorare la risposta alle terapie contro il tumore al seno, forma che colpisce una donna italiana su otto ogni anno.

La speranza arriva da una proteina chiamata PI3K-C2a, marcatore che consentirà di selezionare in maniera più accurata le pazienti alle quali somministrare i tassani.

E’ quanto emerge da una ricerca effettuata presso il Centro di Biotecnologie Molecolari dell’Università di Torino dal gruppo di ricerca del professor Emilio Hirsch, è stata appena pubblicata sulla prestigiosa rivista scientifica internazionale «Cancer Cell».

Lo studio, spiega La Stampa, è stato finanziato prevalentemente dall’AIRC (Associazione Italiana per la Ricerca sul Cancro), ed è stato condotto dai ricercatori Federico Gulluni, Miriam Martini e Maria Chiara De Santis: “la scoperta del ruolo della proteina PI3K-C2a permetterà di massimizzare l’efficacia delle attuali possibilità terapeutiche, riducendo gli effetti collaterali e migliorando la qualità di vita delle donne con tumore al seno.”

Riporta l’ANSA:

Una proteina, scoperta al Centro di Biotecnologie Mo

lecolari dell’Università di Torino, permetterà di migliorare le terapie contro il tumore al seno grazie ai tassani, molecole che derivano dalle foglie dell’albero di tasso. Lo studio, condotto dal gruppo di ricerca guidato dal professor Emilio Hirsch e finanziato dall’Airc (Associazione Italiana per la Ricerca sul Cancro), è stato pubblicato sulla rivista scientifica Cancer Cell.

E’ stato identificato un nuovo marcatore, PI3K-C2 alfa, che consentirà di selezionare in maniera più accurata le pazienti alle quali somministrare i tassani. Lo studio attesta che la proteina scoperta gioca un ruolo chiave nel controllo dei ‘binari’, ovvero i microtubuli, su cui i cromosomi si muovono quando la cellula si divide. Nel tumore al seno – spiegano i ricercatori – la diminuzione della proteina PI3K-C2 alfa è la causa di un cattivo funzionamento dei microtubuli, con conseguente aumento della sensibilità a farmaci che interagiscono con i microtubuli, come i tassani.

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