L’elemento indispensabile per evitare i problemi della tiroide

Ogni giorno dovremmo assumere almeno 150 mcg di iodio (190/200 per le donne in gravidanza) per vivere in salute ed evitare problemi della tiroide come il gozzo. Se il fabbisogno quotidiano di iodio scende sotto i 20 mcg siamo di fronte a problemi di carenza iodica come ipotiroidismo e, appunto, gozzo.

“Lo iodio – spiega Marisa Ziino, prof.ssa di Chimica degli Alimenti all’Università di Messina in un’intervista al Tg2 – è indispensabile perché la tiroide possa produrre gli ormoni tiroidei. Noi lo prendiamo esclusivamente attraverso gli alimenti perché non esistono altre fonti. Gli alimenti più ricchi di iodio in natura li troviamo nel mare, quindi pesci, crostacei, molluschi, pesce bianco, cozze, vongole e calamari. Mentre è molto scarso di iodio il pesce d’acqua dolce.

Altri cibi che contengono iodio, sebbene in quantità molto inferiori rispetto al pesce, sono uova, latte e formaggi. Se il terreno è scarso di iodio, però, avverte Ziino “ci sarà poco iodio negli alimenti e nei foraggi di cui si nutrono gli animali. L’Italia si trova in una condizione di media sufficienza per quanto riguarda il contenuto di iodio”. E il consiglio è di sostituire il sale da cucina con quello iodato, senza superare il limite raccomandato dall’OMS di 5 grammi al giorno.

Problemi della tiroide, il gozzo ha colpito 6 milioni di italiani

Leggiamo sul Corriere della Sera:

“La carenza di iodio nella dieta costituisce ancora oggi un grave problema sanitario e sociale in tutto il mondo, compresa l’Italia dove si ammalano di gozzo (aumento del volume della tiroide causato dalla carenza di iodio) circa 6 milioni di persone, più del 10% della popolazione con circa 50 ricoveri ogni 100 mila abitanti e un impatto economico sul Sistema Sanitario Nazionale di oltre 150 milioni di euro all’anno. Nonostante la carenza di iodio risulti attenuata rispetto al passato si stima che nel mondo il 29% della popolazione sia ancora esposta a questa carenza nutrizionale.”

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