Nodo alla gola sensazione: se accusi il sintomo devi andare dall’otorino

Se avverti una sensazione di nodo alla gola, come se avessi un corpo estraneo che non si stacca e non scende in esofago, dovresti sottoporti a visita otorinolaringoiatrica. È questo secondo il dott. Carlo Govoni, medico chirurgo e specialista in otorinolaringoiatria, l’unico approccio corretto per risolvere il problema. Si legge sul sito web di Govoni:

“Ritengo che l’approccio corretto sia uno solo: sottoporsi a visita otorinolaringoiatrica. L’otorino è il solo specialista in grado di vedere la laringe, le corde vocali e la bocca dell’esofago con una manovra semplicissima: la laringoscopia. Ha poca rilevanza che lo specialista esegua una laringoscopia con lo specchietto laringeo o con le fibre ottiche (fibrolaringoscopia). L’importante è che valuti laringe e corde vocali. Se il disturbo si associa a disfonia quasi sempre c’è un problema che interessa le corde vocali. Quindi a maggior ragione s’impone la visita otorinolaringoiatrica.”

Alcuni pazienti, aggiunge Govoni, “prendono strade diverse, si sottopongono a visite oncologiche, oppure si rivolgono a chirurghi generali. Altri affrontano sofisticati esami radiologici come TAC e RMN con mezzo di contrasto. Altri ancora fanno esami del sangue per ricercare strane patologie. Queste strade le considero dispersive. La strada maestra per i disturbi laringei è la visita otorinolaringoiatra. Molte volte lo specialista riesce a visualizzare patologie molto fini (es. noduli, polipi, edemi delle corde vocali) o piccoli processi espansivi che non devono preoccupare (es. cisti dell’epiglottide) o malattie infiammatorie (es. segni di reflusso gastro-esofageo). Per la patologia endolaringea la visita otorinolaringoiatrica è superiore agli esami radiologici citati. Dovrà essere lo specialista ad indicare quali esami sono necessari. La radiologia è utile, ma va riservata ai casi dove si sospetta una patologia che non aggetta nel lume laringeo, o, quando si vede un processo patologico, la radiologia serve per studiarne i limiti e soprattutto la diffusione verso il basso.”

La buona notizia è che i problemi rilevati nel corso di queste visite si possono spesso rivolvere con trattamento medico. In altri più complessi casi è necessario un piccolo intervento chirurgico

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