I sintomi della rottura di un aneurisma cerebrale

Nella maggior parte dei casi l’aneurisma cerebrale non dà segno di sé per tutta la vita e molti di noi convivono con queste piccole dilatazioni che si formano nelle arterie cerebrali.

Il rischio che gli aneurismi si rompano è molto basso, ma se la rottura si verifica si manifesta un mal di testa fortissimo, come una pugnalata alla nuca, spiega al Corriere della Sera Edoardo Boccardi, direttore della Struttura complessa di neuroradiologia dell’Ospedale Niguarda di Milano:

“Se tutti venissero sottoposti a un controllo, se ne troverebbe uno ogni 10-15 persone. E il rischio di rottura di queste dilatazioni che si possono formare nelle arterie cerebrali è molto basso: si calcola che ogni anno, nel caso di aneurismi di piccole dimensioni (i più diffusi), le rotture sono meno di una su mille. Insomma, il rischio di questo evento drammatico, che può avere un epilogo infausto nella metà dei casi, è minimo e comunque simile ad altri pericoli che corriamo tutti i giorni”.

Nel 90 per cento dei casi la rottura di un aneurisma provoca “un’emorragia subaracnoidea, cioè la fuoriuscita di sangue nello spazio tra le meningi”. Il mal di testa che si accusa è stato descritto come “il più forte mai avuto nella propria vita” ed è accompagnato da rigidità nucale, nausea, vomito e perdita di coscienza.

Se un paziente giunge in ospedale con una sospetta rottura di aneurisma, spiega Boccardi “si esegue una TAC per confermare l’emorragia subaracnoidea. Se c’è emorragia, si inietta del liquido di contrasto (angio-TAC) per localizzare la dilatazione. Poi si mette in sicurezza l’aneurisma con la chirurgia a cielo aperto tradizionale, o, sempre più spesso, con l’approccio endovascolare”.

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