Dal topinambur un aiuto contro il diabete

Il topinambur è un alimento meraviglioso. Gustosissimo e poco conosciuto, dal sapore del carciofo e l’aspetto delle patate. E’ ricco di fibre, antiossidanti e vitamine ed è in grado, come spiega Paola Ponzani dell’Associazione Medici Diabetologi sul Corriere della Sera, un cibo che i diabetici dovrebbero inserire nella propria dieta. Vediamo di seguito la domanda di un paziente di diabete sul Forum Salute del Corriere della Sera e la risposta di Paola Ponzani:

Gentilissimo Dottore.

Premetto di essere diabetico (tipo 2)da circa 3 anni; recentemente parlando con un mio amico medico, mi consigliava per contrastare la malattia, di mangiare molto “topinambur” in quanto ha la proprietà di abbassare il livello di assorbimento da parte dell’intestino degli zuccheri e del colesterolo; per questo motivo è molto indicato per i diabetici che non sono così soggetti a bruschi sbalzi della glicemia dopo i pasti; e nel contempo, di bere molta acqua.

Chiaramente, gradirei conoscere il suo parere in merito.
Grazie

“Gent.mo sig. Antonio,

il topinanbur è un tubero non molto diffuso,conosciuto anche come “patata americana” o “tartufo di canna”. Ha un sapore molto gradevole, simile al carciofo, con una consistenza croccante. Ha un elevato contenuto di inulina, un polisaccaride che viene assorbito solo in piccole quantità dal nostro organismo, dotato di varie azioni positive soprattutto nel riequilibrare la flora batterica intestinale e ridurre la formazione di gas. E’ una fibra alimentare e come tutte le fibre è molto indicato nella dieta delle persone affette da diabete perchè rallenta l’assorbimento degli zuccheri, abbassando il picco di glucoso nel sangue dopo i pasti. Riduce anche l’assorbimento del colesterolo. L’assunzione di acqua in abbondanza, come le ha consigliato il suo medico, unendosi a questo polisaccaride aumenta il senso di sazietà, spingendo quindi a mangiare meno. Oltre al topinanbur tutte le verdure devono essere assunte in abbondanza, non solo per l’elevato contenuto di vitamine, ma perchè hanno un basso contenuto calorico, danno sazietà e per il loro contenuto di fibre riducono l’assorbimento degli zuccheri, permettendo di limitare le escursioni della glicemia dopo il pasto.

Un cordiale saluto

Paola Ponzani”

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