Il lato oscuro della produzione di banane

Le banane sono un frutto meraviglioso: non contengono colesterolo né sodio, ma sono una miniera di vitamine, fibre e minerali. Una bomba energetica.

Il problema, però, è che dietro la loro produzione si nascondono delle insidie: nelle piantagioni i lavoratori sono sottoposti a continua fatica fisica, operazioni pericolose e sono esposti ai pesticidi.

Ma c’è di peggio: un quinto degli uomini che lavorano nelle piantagioni di banane è sterile e le donne corrono il rischio di far nascere bambini con difetti genetici. E la probabilità che si ammalino di leucemia aumenta del 50%. La causa di questo sconosciuto disastro sono le sostanze chimiche tossiche usate nella coltivazione delle banane, che non solo fanno male a noi che le mangiamo, ma causano, appunto, problemi a chi le produce.

Un articolo del Corriere della Sera di qualche tempo fa spiega che “oggi nelle piantagioni di banane si fa largo uso di sostanze chimiche tossiche affini agli insetticidi. Queste sostanze possono creare disturbi neurologici, sterilità e leucemia nei lavoratori delle piantagioni. In più uccidono indiscriminatamente gli animali invertebrati presenti nel suolo. La malattia chiamata Sigatoka nera è controllata con ripetute spruzzate di fungicida, fino a una ogni tre giorni.”

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