Sintomi cancro all’ano: non sottovalutare pruriti e dolori

Conoscere i sintomi del cancro all’ano è molto importante. Perché questa forma tumorale, benché sia rara, può essere confusa con i sintomi di disturbi come emorroidi e ragadi.

Per individuare il problema, raccomanda il sito dell’AIRC, bisogna rivolgersi al proprio medico.

Ad ogni modo, uno dei fattori di rischio principali del tumore all’ano è l’infezione da Papilloma virus, per cui arriverà a gennaio 2017 un vaccino che consente di prevenirla.

E poi rischiano di ammalarsi di più i soggetti che:

– Sono fumatori
– Hanno avuto un numero elevato di partner sessuali
– Chi ha un sistema immunitario debole
– Chi ha una storia clinica di lesioni benigne frequenti all’ano e al retto (verruche, ascessi, emorroidi) e quelle con precedenti diagnosi di altri tumori (cervice, vulva, vagina, pene) in genere legati al virus HPV.

Sintomi cancro all’ano: non sottovalutare pruriti e dolori

E ora veniamo ai sintomi del cancro all’ano. Ce ne parla il sito dell’AIRC:

“In alcuni casi il tumore dell’ano è del tutto asintomatico per un lungo periodo e il primo sintomo è il sanguinamento rettale. Le perdite di sangue sono in genere di piccola entità e sono a volte accompagnate da prurito e/o dolore nella regione anale, cambiamento nel diametro delle feci, alternanza di diarrea e stipsi, perdite anomale dall’ano e linfonodi ingrossati a livello della regione anale e inguinale.
Questi sintomi non sono necessariamente legati a un tumore: anche per emorroidi o ragadi, per esempio, i sintomi sono gli stessi. Rivolgersi al proprio medico è l’unico modo per chiarire ogni dubbio”.

Sintomi cancro all’ano: alcuni consigli per la prevenzione

“Dal momento che alcune delle cause del tumore anale non sono note, non è possibile stabilire regole di prevenzione che garantiscano una copertura totale contro questo cancro. Una delle strategie per prevenirlo consiste nell’evitare le infezioni da HPV e da HIV. In questo senso è utile cercare di limitare il numero dei partner sessuali, utilizzare il preservativo nel caso di rapporti anali. Questo non garantisce protezione completa dall’infezione, poiché può essere sufficiente il semplice contatto con un area infetta, ma uno studio ha dimostrato che se il preservativo è usato sempre e in modo corretto può ridurre anche del 70% il rischio di contagio nelle donne. Il rischio si riduce anche evitando rapporti con partner infetti, ma va ricordato che l’infezione da HPV può rimanere del tutto asintomatica e non causare alcun tumore. Contro l’infezione sono disponibili inoltre vaccini efficaci nel prevenire il contagio da alcuni ceppi di HPV particolarmente pericolosi. In Italia la vaccinazione è offerta alle ragazze dell’età di 12 anni, ma poiché il legame tra HPV e alcuni tumori maschili, come quelli di ano e pene, si fa sempre più chiaro, diverse società scientifiche stanno valutando l’opportunità di consigliare la vaccinazione anche agli uomini. Non bisogna infine dimenticare che anche dire addio alla sigaretta riduce il rischio di sviluppare un tumore anale”.

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