Dieta cancro colon: come prevenirlo in 6 mosse

Il cancro al colon si conferma anche quest’anno il tumore più frequente in Italia: 52mila persone ogni anno lo contraggono.

Per questo motivo è importante seguire una dieta sana che ci aiuti a prevenirlo.

Gli studi consentono di affermare che alcuni dei fattori che incidono di più sulla formazione del tumore del colon-retto sono: una dieta ad alto contenuto di calorie, ricca di grassi animali e povera di fibre.;

Al contrario mangiare molte fibre, e quindi basare la propria dieta su frutta e vegetali, sembra essere uno scudo contro questa forma tumorale

Dieta cancro colon: i 6 pilastri della prevenzione

Di seguito riportiamo le 6 regole del National Cancer Institute americnao che bisogna seguire per prevenire il tumore al colon:

1. Ridurre l’assunzione di grassi animali al 30% delle calorie totali

2. Consumare quotidianamente frutta e verdura

3. Limitare l’alcol a un bicchiere di vino a pasto

4. Dimagrire se si è obesi, evitare di ingrassare

5. Aumentare l’apporto di fibre

6. Limitare al massimo il consumo di cibi con conservanti (compreso il sale) o affumicati.

Come si cura il tumore al colon

Purtroppo non sempre la prevenzione con la dieta funziona. E le cause del tumore al colon, oltretutto, possono anche essere legate a fattori genetici e non ereditari. Di seguito riportiamo parte di un articolo dell’AIRC che spiega come sicura questo tumore:

“La terapia di scelta è la chirurgia: sulla base della posizione del tumore si procederà con un intervento parziale o, nei casi più gravi, con la totale asportazione del tratto di colon interessato o del retto.

Rispetto agli interventi demolitivi effettuati fino a non molti anni fa, la chirurgia del carcinoma del retto si è fatta sempre più conservativa. Solo nei pazienti molto anziani o ad alto rischio si procede alla creazione della cosiddetta stomia (ovvero all’apertura dell’intestino sulla parete addominale con la creazione del cosiddetto ano artificiale, ovvero un’apertura che consenta di raccogliere le feci con appositi presidi).

In questo caso assume un ruolo fondamentale la riabilitazione sia fisica sia psicologica dei pazienti portatori di stomia. La radioterapia preoperatoria può, in casi selezionati, ridurre il volume e l’estensione tumorale, permettendo quindi interventi chirurgici che conservano l’orifizio anale naturale.

Un altro intervento, attuato in casi selezionati, è la resezione di eventuali metastasi al fegato. Quando si procede all’asportazione del retto è possibile, in alcuni casi, creare una tasca con un altro tratto di intestino, in modo da consentire al paziente di eliminare le feci per via naturale: ciò è fattibile solo se il cancro non ha coinvolto lo sfintere anale.
La chemioterapia svolge un ruolo fondamentale sia nella malattia operabile sia in quella avanzata non operabile. Diversi studi hanno dimostrato l’efficacia di un trattamento chemioterapico cosiddetto adiuvante, cioè effettuato dopo l’intervento chirurgico per diminuire il rischio di ricaduta (come avviene già per il tumore della mammella). Sono positivi anche gli studi sulla terapia neoadiuvante, cioè effettuata prima dell’intervento per ridurre la dimensione del tumore e facilitare il compito del chirurgo.

Infine, nel tumore del retto, la radioterapia sia pre sia post operatoria, a seconda delle indicazioni, svolge un ruolo fondamentale: è stato dimostrato infatti che essa è in grado di diminuire le ricadute locali e di allungare la sopravvivenza.

Un discorso a parte meritano i farmaci biologici. Il bevacizumab è un anticorpo monoclonale, diretto contro la proteina VEGF. È indicato come trattamento per il tumore del colon-retto avanzato in associazione alla chemioterapia. Il cetuximab è un anticorpo monoclonale diretto contro la proteina EGFR. È stato registrato per l’uso con irinotecan (un chemioterapico classico) nei pazienti già trattati per tumore del colon avanzato con cellule tumorali positive per EGFR. È in corso di registrazione l’erlotinib, una piccola molecola diretta contro EGFR, somministrabile per bocca.

Infine, grazie a uno studio finanziato dal Programma 5 per mille di AIRC, è in corso uno studio sui tumori del colon-retto positivi per il gene HER2 mutato. Questo gene, finora coinvolto prevalentemente nel cancro del seno, è responsabile anche di una piccola percentuale di forme di cancro del colon-retto resistenti alle altre terapie. Contro HER2 mutato esistono già alcuni farmaci biologici (lapatinib, trastuzumab e altri) che sono in corso di sperimentazione con risultati molto promettenti”.

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