Orzo e avena, 2 cibi che diminuiscono il colesterolo

Prima o poi tutti devono farci i conti.

C’è chi prende farmaci, ma la ricetta ideale per risolvere questo problema è mangiare i cibi che diminuiscono il colesterolo ed evitare quelli che lo aumentano.

In altri articoli abbiamo riportato i consigli di autorevoli siti come quello della Fondazione Veronesi, che raccomanda assumere più fibre, mangiare legumi almeno 2 volte a settimana, 2 porzioni di frutta al giorno e 2 o 3 di verdura.

E poi ci sono alimenti specifici dal potente effetto anticolesterolo come, ad esempio, spinaci, salmone fresco, noci, aglio e avocado. Ma non solo.

Di recente è stato rivalutato il ruolo di cereali come orzo e avena nelle diete per abbassare il colesterolo. Le sostanze benefiche contenute in questi 2 cibi sono i beta glucani, fibre solubili che, aiutano, e lo ha riconosciuto anche l’EFSA, a ridurre il colesterolo cattivo, purché se ne consumino almeno 3 grammi al giorno.

Orzo e avena, 2 cibi che diminuiscono il colesterolo

3 grammi di beta glucani, osserva la nutrizionista Carla Favaro sul Corriere della Sera, si trovano, per esempio, in una porzione di 85 grammi di orzo o di fiocchi d’avena:

“Stando a uno studio pubblicato sul Journal of Food and Nutrition Research , 3 grammi di beta glucani sono, ad esempio, quelli contenuti, in media, in circa 85 grammi di fiocchi d’avena o di orzo perlato. Secondo una meta analisi dell’ American Journal of Clinical Nutrition , in cui sono stati analizzati 28 studi che prevedevano il confronto fra diete con almeno 3 grammi quotidiani di beta glucani e diete povere di beta glucani, i ricercatori hanno osservato che le prime comportavano una riduzione media del colesterolo LDL («cattivo») di 9.6 mg/dL (corrispondenti a circa il 7%), con un effetto maggiore nelle persone con livelli di colesterolo più elevato e nei diabetici. «I beta glucani, grazie alla loro viscosità, riducono l’assorbimento del colesterolo nell’intestino e non è escluso agiscano anche in altri modi» commenta Domenico Sommariva, vicepresidente della Sezione lombarda della Società italiana studio dell’arteriosclerosi”.

E bisogna stare attenti a non eccedere la dose raccomandata in quanto “superandola non si ottengono ulteriori benefici, come se l’organismo reagisse alla riduzione dell’assorbimento di colesterolo aumentandone la produzione”.

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