Cosa fare contro le zecche? Prevenzione e rimedi

Molti si chiedono cosa fare contro le zecche.

È importante che tutti lo sappiano, in modo che, se capita che una zecca si attacchi sulla pelle, si reagisce senza commettere errori che possono avere gravi conseguenze sulla salute.

In primavera ed estate è più facile essere morsi dalle zecche, che possono trasmettere le seguenti malattie: la borreliosi di Lyme, l’ehrlichiosi, le febbri bottonose da rickettsiae, la tularemia, la febbre Q, la babesiosi e l’encefalite virale.

La prima cosa che possiamo fare è prevenire. Di seguito riportiamo alcune raccomandazioni del Centro nazionale di epidemiologia, sorveglianza e promozione della salute dell’Istituto superiore di sanità.

Cosa fare contro le zecche? Le 5 regole per la prevenzione

Leggiamo sul sito Epicentro.iss.it i consigli per prevenire le punture in caso di escursione:

1. Indossare abiti chiari (rendono più facile l’individuazione delle zecche), coprire le estremità, soprattutto inferiori, con calze chiare (meglio stivali), utilizzare pantaloni lunghi e preferibilmente un cappello

2 Evitare di toccare l’erba lungo il margine dei sentieri, non addentrarsi nelle zone in cui l’erba è alta

3. Al termine dell’escursione, effettuare un attento esame visivo e tattile della propria pelle, dei propri indumenti e rimuovere le zecche eventualmente presenti. Le zecche tendono a localizzarsi preferibilmente sulla testa, sul collo, dietro le ginocchia, sui fianchi

3. Trattare gli animali domestici (cani) con sostanze acaro repellenti prima dell’escursione

5. Spazzolare gli indumenti prima di portarli all’interno delle abitazioni.

Inoltre, “in commercio esistono repellenti per insetti (DEET, N-dietiltoluamide, icaridina, permetrina) e prodotti piretroidi da spruzzare sugli abiti.

Se individuate sulla pelle, le zecche vanno prontamente rimosse perché la probabilità di contrarre un’infezione è direttamente proporzionale alla durata della permanenza del parassita sull’ospite. Infatti, solo dopo un certo periodo (alcune ore) in cui è saldamente ancorata per alimentarsi, la zecca rigurgita parte del pasto, inoculando nel sangue dell’ospite eventuali patogeni. Bisogna comunque tenere presente che solo una percentuale di individui è portatore di infezione”.

Cosa non fare per rimuovere le zecche

“Non utilizzare mai per rimuovere la zecca: alcol, benzina, acetone, trielina, ammoniaca, olio o grassi, né oggetti arroventati, fiammiferi o sigarette per evitare che la sofferenza indotta possa provocare il rigurgito di materiale infetto”.

Cosa fare contro le zecche

L’Epicentro Iss ci spiega nei dettagli cosa bisogna fare:

1. La zecca deve essere afferrata con una pinzetta a punte sottili, il più possibile vicino alla superficie della pelle, e rimossa tirando dolcemente cercando di imprimere un leggero movimento di rotazione. Attualmente si possono trovare in commercio degli specifici estrattori che permettono di rimuovere la zecca con un movimento rotatorio

2. Durante la rimozione bisogna prestare la massima attenzione a non schiacciare il corpo della zecca, per evitare il rigurgito che aumenterebbe la possibilità di trasmissione di agenti patogeni

3. Disinfettare la cute prima e dopo la rimozione della zecca con un disinfettante non colorato. Dopo l’estrazione della zecca sono indicate la disinfezione della zona (evitando i disinfettanti che colorano la cute, come la tintura di iodio)

4. Evitare di toccare a mani nude la zecca nel tentativo di rimuoverla, le mani devono essere protette (con guanti) e poi lavate
spesso il rostro rimane all’interno della cute: in questo caso deve essere estratto con un ago sterile

5. Distruggere la zecca, possibilmente bruciandola

6. Dopo la rimozione effettuare la profilassi antitetanica

7. Annotare la data di rimozione e osservare la comparsa di eventuali segni di infezione nei successivi 30-40 giorni per individuare la comparsa di eventuali segni e sintomi di infezione

8 Rivolgersi al proprio medico curante nel caso si noti un alone rossastro che tende ad allargarsi oppure febbre, mal di testa, debolezza, dolori alle articolazioni, ingrossamento dei linfonodi.

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