Avvisaglie di infarto? Come scoprire se hai un attacco di cuore in 5 minuti

Dolore toracico, difficoltà a respirare e capogiri sono avvisaglie di infarto che non bisogna sottovalutare.

Ma tra chi lamenta questi sintomi soltanto 2 persone su 10 sono vittime di una sindrome coronarica acuta. Questo può rappresentare un problema per le strutture ospedaliere in quanto si possono creare lunghe file al pronto soccorso per dei problemi che sono, in realtà inesistenti.

Ed è qui che entra in gioco il test della troponina, una proteina rilasciata dal muscolo e riconosciuta come indicatore dell’infarto, i cui valori sono più alti nelle vittime di attacchi di cuore. Come spiegato sul sito della Fondazione Veronesi, “i medici richiedono il dosaggio della troponina nel momento dell’ammissione in pronto soccorso e la ripetizione del test nelle successive sei ore”.

Secondo una ricerca pubblicata su The Lancet basterebbero pochi minuti per sapere scoprire se si ha un infarto: “dosare il marcatore nel giro di pochi minuti può aiutare i pazienti a escludere il peggio”. E l’esame della troponina è fondamentale: “Se all’arrivo al pronto soccorso del paziente con dolore toracico questa troponina è negativa e con un valore molto basso, inferiore a cinque nanogrammi per litro, il paziente può essere mandato a casa, evitando il ricovero”, osserva Salvatore Di Somma, direttore dell’unità operativa di medicina d’urgenza e pronto soccorso all’ospedale Sant’Andrea di Roma. E Mario Plebani, ordinario di biochimica clinica all’Università di Padova, conferma: “Con un livello di troponina selezionato nel 99,6% dei casi si può escludere la necessità di ricovero di questi pazienti”.

Questi test sono già svolti da qualche anno in 175 degli 844 reparti di pronto soccorso italiani ed è importante che il loro uso sia esteso a tutte le strutture ospedaliere: diminuisce le file al pronto soccorso e tranquillizza i pazienti in 5 minuti.

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