Wurstel, polpette e cotolette: ecco cosa c’è dentro


Nelle etichette delle confesioni di wurstel, cotolette polpette e, talvolta, anche tortellini troviamo la scritta “carne separata meccanicamente”. Di cosa si tratta? “Un sottoprodotto della lavorazione industriale che consente di non buttare nulla,” spiega un servizio de La Gabbia, il programma condotto da Gianluigi Paragone, che ha fatto il giro della rete.

La carne separata meccanicamente, ha detto in un’intervista alla Gabbia la nutrizionista della Fondazione Veronesi Elena Dogliotti, “è ricavata da carcasse che invece che essere buttate via vengono rielaborate per poter estrarre tutto ciò che rimane ancora attaccato”. E ancora: “Vengono anche triturate in parte le ossa, la cartilagine. È una sorta di grossa tritacarne e ne fa un impasto molto malleabile e duttile che si presta a diversi utilizzi come i wurstel”.

Per di più, su tutti questi prodotti la provenienza della carne separata meccanicamente non è specificata perché il regolamento europeo sulle etichettature delle etichette alimentari non obbliga le aziende europee a indicare l’origine delle carni trasformate.

E per produrli viene usata ammoniaca per eliminare la carica batterica e vengono aggiunti diversi insaporitori per dar gusto ad un prodotto che altrimenti non sarebbe allettante per il nostro palato.

C’è bisogno di altri motivi per smettere di mangiare certi cibi? Noi crediamo di no. E voi?


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