Forse stai mangiando aglio cinese contaminato. Il trucco per riconoscerlo


L’aglio cinese è economico per produttori e rivenditori, ma dietro la sua produzione si nascondono delle insidie.

Questo alimento, insieme a fragole, aglio, zenzero e peperoncino, viene spesso coltivato in zone inquinate e usando pesticidi tossici.

Nel 2009 il governo cinese ha anche provato ad arrestare il fenomeno approvando una nuova legge sulla sicurezza alimentare e istituendo una commissione ad hoc per denunciare attività attività irregolari nel settore agroalimentare.

Ma, a quanto pare non c’è stato niente da fare, e le irregolarità dilagano nel paese del dragone: la Cina, osserva Coldiretti, “nel 2015 ha conquistato il primato nel numero di notifiche per prodotti alimentari irregolari perché contaminati dalla presenza di micotossine, additivi e coloranti al di fuori dalle norme di legge, da parte dell’Unione Europea, secondo una elaborazione della Coldiretti sulla base della Relazione sul sistema di allerta per gli alimenti“.

Perciò stiamo attenti al supermercato. Perché trovare aglio italiano non è facile: è probabile che provenga da Spagna, Messico o, per l’appunto, dalla Cina, da dove arriva di contrabbando: “l’aglio cinese è entrato in Italia – dice l’esperta – attraverso operazioni fraudolente simulando una falsa origine del prodotto da paesi come Giordania, Serbia, Turchia ed Egitto, con ripercussioni anche sulla sicurezza alimentare, oltre che sulla tutela della produzione gastronomica tipicamente italiana,” leggiamo su Focus.

Come riconoscere l’aglio cinese

Per sapere se vi fregano, però, potete ricorrere ad un trucco, come spiega Focus: l’organizzazione dei giovani agricoltori della Confagricoltura “ha invitato i consumatori a fare una prova di confronto tra l’aglio cinese e quello italiano – dice la biologa – tenendoli entrambi al buio e ricordando che l’aglio tenuto lontano dalla luce germoglia. Il risultato di questa operazione è che l’aglio nostrano germoglia, quello cinese no, e questo significa che è un vegetale non vivo, probabilmente trattato con prodotti chimici e forse anche tossico“.

E se vi rendete conto che l’aglio non germoglia, buttatelo via senza pensarci due volte: La Salute Prima di Tutto!


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