Tilapia, il pesce Made in China che ha invaso i market di mezzo mondo

È economico sia per i produttori che per i consumatori, cresce in fretta e il suo sapore piace anche a chi non è appassionato del pesce.

Stiamo parlando della tilapia, un pesce allevato in Cina e molto apprezzato dagli americani, che ne consumano sempre più e hanno iniziato anche loro ad allevare.

Gli allevatori di tilapia cinesi, però, per tagliare i costi nutrono questi pesci con mangime solo quando sono cresciuti. Nelle acquacolture del paese del dragone si buttano scarti animali in acqua e le alghe che crescono saranno il cibo delle giovani tilapie.

Ma c’è di più, come se quanto appena detto non bastasse. Un articolo del Sole24Ore di qualche tempo fa riporta che “gli impianti di trasformazione cinesi spalmano sui filetti surgelati una sostanza che contiene monossido di carbonio (che è tossico per l’uomo), per conservare il colore del pesce e farlo sembrare più fresco di quello che è“.

Quindi non solo questo pesce non è il massimo della qualità. Contiene anche elementi nocivi. Per intenderci: “Nei filetti surgelati in vendita da Wal-Mart i due ingredienti indicati sono: tilapia e monossido di carbonio,” si legge sul Sole24Ore.

È notizia di qualche settimana fa che in Cina i prezzi della tilapia sono crollati a causa di una moria di questi pesci negli allevamenti del paese. Le cause sono il calore e le eccessive piogge nel mese di giugno: queste condizioni climatiche fanno sì che i pesci muoiano per mancanza di ossigeno, livelli troppo alti di ammonio e nitrito.

In Italia la tilapia non è molto consumata, e poco conosciuta. E quindi difficilmente la troverete in un menù. Ma se vi capita di andare all’estero… Beh in quel caso evitatela.

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