Quante tazzine di caffè al giorno dobbiamo bere?

Il caffè è un piccolo piacere quotidiano di cui non si può fare a meno.

Se bevuta in dosi moderate non dovrebbe creare problemi di salute, anzi berne più di uno può avere addirittura effetti benefici. Ma quante tazzine di caffè al giorno dobbiamo bere perché il nostro organismo possa trarne vantaggi?

Consumare 300mg al giorno di caffè, in una persona sana non produce effetti negativi.

Questo è ciò che è scaturito al convegno sul Ruolo del caffè e della saluteorganizzato dalla Italian Coffee Association presso Confcommercio Milano.

Tra i medici esperti presenti al convegno per fare il punto sulla bevanda più amata dagli italiani il dottor Amleto D’Amicis, coordinatore scientifico del convegno, ha spiegato: “Ormai sono stati eliminati quei fattori di tipo ambientale e di stile di vita (come ad esempio il fumo) che hanno determinato la correlazione negativa su caffè e salute e, dopo decenni di ricerche, il caffè è stato eletto ad alimento importante all’interno di una sana ed equilibrata alimentazione. Inoltre, è stato dimostrato che se bevuto nelle dosi consigliate di circa 300 mg (ovvero 4-5 tazzine di espresso, 3-4 di tazzine preparate con la moka o 2,5 tazze di caffè americano) non produce alcun effetto negativo sull’individuo sano, anche per il suo importante potere antiossidante. E in taluni casi, come ad esempio cirrosi epatica e diabete, può persino svolgere un’importante azione preventiva”.

Quante tazzine di caffè al giorno dobbiamo bere?

Gianpaolo Gensini, professore ordinario Medicina interna e oresidente del Centro Studi di Medicina avanzata ha inoltre chiarito: “In questo caso, è stato necessario valutare gli effetti del consumo del caffè in persone in buona salute, clinicamente sane, alla ricerca di prove dell’esistenza di effetti, favorevoli o sfavorevoli, ulteriori rispetto alle ben note doti del caffè di rappresentare una bevanda gradevole e in grado di esercitare effetti favorevoli sull’attenzione e sulla concentrazione mentale per attività intellettuali e operative” e ancora:
“Negli anni recenti, inoltre, un amplissimo studio del National institute of Health condotto in 229.119 uomini e 173.141 donne dai 50 ai 71 anni ha permesso di rilevare una riduzione della mortalità totale, di quella da patologie cardiocerebrovascolare, diabete, infezioni, traumi ed incidenti. Quindi ormai disponiamo di buone evidenze, basate su studi di qualità, che il consumo di caffè non implica rischi particolari per la salute, ed è associato con una riduzione assai significativa della mortalità”.

” Alcuni studi hanno messo in evidenza come il consumo di caffè possa proteggere da alcuni tipi di tumore, come il tumore del colon-retto, del fegato e dell’endometrio. I risultati dei recenti studi pubblicati sull’effetto del caffè sono sorprendentemente positivi rispetto alle convinzioni del passato, in cui bere caffè era considerata un‘abitudine poco sana. I dati mostrano infatti come non vi sia un’associazione positiva tra il consumo di caffè e il rischio di sviluppare un tumore” ha continuato Sabina Sieri, ricercatrice in Epidemiologia nutrizionale Fondazione Irccs – Istituto Nazionale dei Tumori di Milano.

Infine Daniele Del Rio, professore associato di Nutrizione umana presso l’Università degli Studi di Parma afferma:- “Consumare caffè sembra che possa proteggere dal rischio di incorrere in malattie croniche del tratto gastrointestinale e del fegato e qualche possibile meccanismo coinvolto in questa attività protettiva sta emergendo in maniera sempre più chiara. Noi ricercatori e clinici dobbiamo compiere un ulteriore sforzo di ricerca per comprendere a pieno la complessità della relazione tra il consumo di caffè e la salute, disegnando ricerche di laboratorio e studi sull’uomo che confermino e rafforzino le evidenze ottenute fino ad oggi”.

Fonte: Il Giornale

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